Palmares

Scudetti 2

Coppe Italia 2

Apertura 1999/00

2003/04 

Clausura 2007/08 2005/06

 

Colori sociali

Il bianco e il rosso - il candore bianco della cocaina, sporcato dal rosso del sangue per mano dei narcotrafficanti

 

Squadra

Finalmente la squadra può contare su un campione vero, il capitano Totti, il sogno di una vita che finalmente si avvera. L'arrivo del capitano non ha portato però fortuna alla squadra che ha subito l'onta della retrocessione in serie B per la seconda volta nella sua storia. Il capitano ha giurato fedeltà eterna alla maglia e riporterà presto la squadra nella serie maggiore.
Imbattibile in casa (si gioca in altura e gli addetti all'antidoping stranamente non si sono mai visti …) disastrosa in trasferta. Da sempre una pessima difesa, un centrocampo champagne e un attacco poco concreto.  Il vero problema ma anche il bello della squadra è che all'interno dello spogliatoio vige l'anarchia più assoluta; i membri della rosa si gestiscono in maniera assolutamente autonoma e al sabato mattina decidono l'undici da schierare in campo tramite sorteggio.

 

La storia della società

Il Club Athletico Morgeiro viene fondato nel 1999 da un balordo genovese trapiantato in sudamarica da anni; si fa chiamare Morgan ma nessuno crede che quello sia il suo vero nome; il balordo ha sempre sostenuto che è stato spinto dalla sua grande passione calcistica, ma tutti sanno che l’unico vero motivo per investire nel calcio era la necessità di ripulire e riciclare i proventi derivanti dal narcotraffico (la mamma, a precisa domanda, rispose: “ma cheddice? Non l’ho mai visto con un pallone tra i piedi” …). L’inizio dell’avventura sembra però smentire tutte le voci: l'Athletico, grazie alle scelte del presidente, vince il tricolore nel campionato d'esordio. Grande merito venne dato anche al mister di allora (ed inspiegabilmente anche di oggi), tal Guastamacchia. Adesso, a distanza di oltre 10 anni, possiamo dirlo: è stato un colpo di culo. Da lì infatti la società cade immediatamente in una profonda crisi di gioco, di risultati e di gestione. La politica societaria è improntata ad un  inspiegabile nonché ormai anacronistico fair play finanziario (gli altri presidenti al solo nominarlo sono stati visti ragliare dalle risate); Morgan si difende con balle di stampo anarcocomunista: “è immorale pagare tanto per le prestazioni di un calciatore” (detto poi da uno che va a bagasce tutte le sere …). La società va quindi a caccia di giovani talenti, perlopiù sudamericani, da rivendere poi allo sprovveduto di turno; memorabile il colpo Zarate, pagato un piatto di lenticchie e rivenduto a quei merdosi del depor a peso d’oro (finito l’incantesimo zarate kid è tornato ad essere zarate chiiiiiiii? Con sommo gaudio del nostro amatissimo presidente). Insomma una società con un passato da dimenticare ma con quale futuro??

 

lo stadio

Valderrama


Stadio "Carlitos Valderrama"

Stadio "Carlos Alberto Valderrama Palacio"  ma conosciuto da tutti come “El Caracol” (la lumaca) nome del quartiere cittadino.

E’ impossibile sbagliare strada: basta seguire il fumo dell’asado che si leva dagli spalti già 3 ore prima della partita

 

INDIRIZZO:

Plaza Blanca - Calì 

MISURE E CAPIENZA:

98 m. x 68 m. (76.000 posti a sedere mai sfruttati)

 

La tifoseria

Per lo più piccoli spacciatori, balordi, delinquenti abituali e alcolisti anonimi (quest’ultimi stranamente strenuamente contrari alla tessera del tifoso) tutti con le famiglie al seguito 

 

Mappa del tifo

Gemellaggi:

i fratelli dell’UCS e della Fedeshow vengono accolti al caracol con abbondante asado e birra peroni

Rivalità:

nessuna in particolare tranne che con quei merdosi del Depor e con il cartello di Medellin.