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Inside Fantaprofessionisti.com

Chi sono i Fantaprofessionisti? Poveracci, tapini.

Gente che nonostante la maestra e i professori abbiano sempre detto di non iniziare il "tema" con una domanda, non ha ancora capito o, meglio, non ha ancora voluto capire.

Ecco, questo sono i Fantaprofessionisti: "gente che non lo vuole capire".

Il teatrale rifiuto di tutte le convenzioni sociali è quello che differenzia i Fantaprofessionisti dalla massa. Farsi mollare dalla fidanzata per la irrevocabile fermezza nell’ assistere ad un Brescia - Sampdoria, allora, risulta essere una cosa normalissima, così come spendere 1,000 euro per fare una squadra che, forse, vincerà un premio di 300 e non solo, litigare per un Bernacci, fare saltare il banco per un Konan, ridere delle tragedie, anzi, aspettare con ansia nuove tragedie per essere i primi a riderne, dissacrare mogli, figli, mamme, aspettare insonni la prima uscita della gazzetta dello sport per vedere chi aveva vinto lo scudetto, affrontare l'amore, la morte, la vita e la malattia come un gioco, ma solo perché il gioco è cosi dannatamente importante.

 

Oggi come Allora : Fantaprofessionisti

 

pampa

MASTRO TILLICH

Roberto è un ragazzo di un intelligenza spiccata, non comune, sveglio, simpatico. Ha una bella famiglia, tanti interessi. Gli riesce bene tutto. Quasi. C'è una macchia nella sua vita, una macchia che ogni giorno gli dà grattacapi e cupi pensieri; è il suo amato Atletico Pampa. Roberto non sa fare il fantacalcio, in particolare gli attaccanti che lascia in panchina segnano ogni fottuta domenica, siano essi Trezeguet o Totti, ma pure Cossato o Danni Dichio. E dire che di calcio un pò ne capisce, anche se il nome della sua squadra è dovuto al fatto che sosteneva che il Pampa Sosa fosse Messi con il fisico di Karsten Jancker (e non è difficile immaginarlo mentre legge "eh no, cioè, io..15 gol..."). Per questo è lo zimbello di tutti, quando si tratta di fantacalcio, tutti gli vogliono bene come a un fratello scemo.

 

 

marassi

CLINT

E’forse il presidente più controverso. Lunatico, imprevedibile pedante e geniale. Le sue continue diatribe con il presidente dell’Atletico Pampa (Marassi – Pampa è la partita più attesa del campionato) sono leggendarie, così come gli scambi che propone: “ti do Osmanovski, Oshadogan, Moro, Rullo e Rui Aguas per Totti”. Sostiene che l’apice della sua carriera sia l’aver scoperto Gilardino quando militava ancora nel Verona, ma tutti sanno che il vero picco mai più avvicinabile lo raggiunse l’asta in cui, punticino su punticino, nell’arco di 6 lunghe ore, scrisse “Porco Dio” sulla mano di un ignaro Morgan.

  

 

 

show

FEDE

E' il fantaprofessionista per eccellenza. Un giorno ha deciso che per tirare a campare in Italia tanto valeva impacchettare tutto e portare via i coglioni. E così, quando si collega dalla sua pausada a Paracurù, sempre in costume e in infradito, i nostri cuori sussultano e ti devi trattenere per non dire "Arrivo!" pensando "quanto cazzo ha ragione?". La sua Fedeshow è squadra spettacolare, viene fuori, a dire del proprietario, nel torneo di clausura, quando i campi si asciugano e i suoi giocatori di classe possono esprimersi al meglio. Ci manca tutti i giorni, ma non c'è nessuno che non sia contento per lui. Il suo sogno è organizzare un asta in Brasile e noi tutti speriamo ce la faccia.

 

 

 

cska

CALOIS

Luigi è l’ultimo arrivato, chiamato a gestire trionfalmente la Fedeshow nei momenti in cui Fede preparava la strada per il grande viaggio nella terra dell’ordine e del progresso, si è guadagnato l’attenzione e la stima di tutti gli altri presidenti. Quando il grande successo di spettatori e attenzioni dei media ha portato all’espansione, la Lega ha subito pensato a lui. Ingegnere metodico e razionale applica il suo credo anche al fantacalcio. Mai un passo più lungo della gamba, mai un nome fine a se stesso per incendiare la massa. Il suo grido di battaglia “Bivva” urlato brandendo un bicchiere vuoto, riecheggia in ogni asta. È il punto di riferimento per tutti i Movvone del mondo.

 

 

 

kkk

KALLE

Per poter descrivere Carlo “Kalle” potrebbero bastare alcuni semplici dati: Tesoriere di lega, organizzatore di ogni evento che la riguardi, Capo redattore del sito, proprietario dell'Hotel Magnaghi, sede del calciomercato.

Questo ragazzone di due metri e spiccioli è in grado con un semplice giro di sms composto dalle parole “Maiale e Posticipo portare Birra, cane di dio” di organizzare kermesse tardo-pomeridiane memorabili; mercoledì sera improvvisati, sabati e domeniche in cui tutti i fantaprofessionisti ed i loro accoliti si ritrovano dimenticando figa, mogli, figli, parenti in ospedale, lavoro, guerre dei mondi.

Secondo "la pravda", è il più vincente nella storia della Lega (per i dati reali consultare il Palmares), grazie al suo fido divano da cui scruta ossessivamente le prestazioni dei calciatori ed alla sua capacità in fase di asta di portare tutti gli altri presidenti sotto il suo dominio psicologico, facendo leva sulle loro debolezze più nascoste, di cui è gran conoscitore, perché in fondo, (a loro) ci vuole bene.

La sua vittima preferita è indubbiamente Midoro. Egli casca a piè pari in ogni trappola che il nostro anfitrione gli sistema sul percorso, ad esempio organizzando rilanci furiosi intervallati dal classico modulo alla “non ce l'hai il coraggio”a cui il malcapitato risponde in trance agonistica (Ricordiamo, su tutti, l'allora 3° portiere del Milan Storari, chiuso a 48 euro). Mentre leggete, la trappola, ennesima, è scattata: “più vincente” ha immediatamente scatenato le proteste del povero Mido, che ha appena provveduto a modificare la frase in questione.

Come Zio Paperone, maschera accuratamente dietro tonnellate di cinismo puro la sua vera anima, che esce solo nel privato, quando snocciola teneri soprannomi al telefono con la sua compagna.

 

 

depor

GAMBOT

Il foglietto che porta all’asta con i nomi di tutti i talenti del campionato è leggenda. Lui si assicurerà solo quelli che staranno in panca per gran parte della stagione. Questa lista di nomi è ormai definita “Il Leonardo”, perché in passato il nome del sempre discusso brasiliano del Milan c’era sempre. Matteo ama i talenti, il primo sale, il maiale e le battute grevi. È uno normale, insomma. Può parlare di un terzino del Vitesse per 10 minuti senza averlo mai visto giocare, trancia giudizi, spara sentenze ed è un sensazionalista ributtante: “Prendi Pralija, è un fenomeno”. Come fai a non amare uno così? Uno dei momenti più alti della storia di questa lega è la pacca sulle spalle in mondovisione che gli diede lo Special One Jose Mourinho.

 

napoli

MIDO

Marco è il Berlusconi dei fantaprofessionisti. Il Padre-Padrone. Il suo Napoli bazzica sempre nelle parti altissime della classifica, lui lo guida come un'azienda di famiglia, con l'obbiettivo finale sempre in mente e pochi romanticismi. Ragazzo capace dei più grandi gesti di generosità (quali l'accettare l'imposizione del nome "Napoli" per la sua squadra) e delle bassezze più vergognose (quasi sempre associate all'avidità di cibo) è un punto di riferimento per tutti gli altri presidenti, che pur riempendolo sempre di nomi si fidano ciecamente di lui. Interessante,nel corso delle stagioni, la sua trasformazione da scacciafica del gruppo a primo beccafica, complice anche i lunghi periodi da single sfruttati adeguatamente e il crollo verticale in questo settore di tutti gli altri presidenti (che già non è che brillassero).

 

 

morgeiro

MORGAN

Solo una cosa batte Morgan: il Rhum. Quella con il liquore dei pirati è però una battaglia che il nostro perde volentieri, quasi apposta, lo stesso dicasi per i grandi giocatori che Guastamacchia ha lasciato andar via dal Morgeiro, senza mai un rimpianto o una piega. È l’unico che riesce, proprio grazie a questa filosofia, ad avere un bilancio finanziario in positivo. Non parla tanto non scrive tanto ma quando lo fa, lo fa sempre a vanvera, come quando continuò a negare davanti alle prove più inconfutabili il fatto di essere arrivato, almeno una volta, in ultima posizione. La risposta a mail dettagliatissime con risultati, classifiche e commenti “Ma che cazzo dite balordi?” vale per una settimana (ogni volta che la si legge, beninteso) di buon umore.

 

 

ucs

XEB

Andrea è il figliol prodigo. Spinto fuori dai fantaprofessionisti per manifesta inaffidabilità, è rientrato nel gruppo dopo qualche anno con entusiasmo contagioso. Grande nella fantasia, tuttologo su cui ruoterebbe il bar di ogni paesino, spazia senza batter ciglio dai ritmi in 17 sedicesimi dei King Crimson alle erbette da utilizzare per un ottima frittata, è il tipico che al vostro matrimonio lo potete mettere vicino a Lord McFaddon, lontano parente sceso dal Devonshire, o a vostra zia Piera analfabeta di ritorno, che lui saprà gestire la situazione nella maniera migliore, ottimo nei tempi comici, leggendario nell'imitare il rumore giusto al momento giusto, pessimo nel fantacalcio. Sempre sull'orlo del fallimento, vittima dei raggiri più biechi degli altri presidenti e pure sfigato. Amauri per Bellucci o Pazzini per  Chivu, Zebrone ragiona sempre col cuore, lo stesso cuore che lo fa ripartire sempre, dopo ogni sconfitta, dopo ogni difficoltà non importa di quale grandezza.

 

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